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RILASSARE le bambine e i bambini alla scuola dell'infanzia

Di Michèle Guillaud

Euro 24,00 - 106 pagg. - Formato 20x29 - ISBN 978-88-87878-60-8

Classi di scuola dell’infanzia sovente sovraccariche d’impegni, bambini agitati, senza attenzione e concentrazione, un rumore ambientale costante, insegnanti pieni di lavoro: sono tante le ragioni per praticare in classe un continuo lavoro di rilassamento, estremamente benefico per mantenere un clima calmo dentro la scuola.

Questo libro propone una trentina di originali attività-gioco che servono a suscitare quiete e ritorno alla calma e favorire, in parallelo, lo sviluppo delle attività motorie, presentate dai programmi ministeriali come un importante supporto alla costruzione degli apprendimenti. I bambini impareranno così:

-  a prendere coscienza del loro schema corporeo

-  a controllare i loro gesti e le loro emozioni

-  ad esplorare le maniere differenti di muovere il proprio corpo

-  a sviluppare le loro capacità di vivere con gli altri

-  ad esprimersi con le parole su quello che vivono, provano e fanno.

Testati e sperimentati con successo durante numerosi anni, articolati attorno ai grandi temi generalmente trattati nella scuola dell’infanzia (il Natale, il Carnevale, la primavera, ecc.), gli esercizi qui proposti sono semplici e concreti, non necessitano d’alcuna specifica stumentazione materiale e seguono una progressione flessibile e adattabile a tutta la durata dell’anno. Un libro molto pratico, da utilizzare con regolarità, affinché i bambini si costruiscano dei riferimenti e si abituino a sentire i benefici del rilassamento con il massimo d’efficacia.

IL RILASSAMENTO A SCUOLA

Il mondo nel quale noi oggi viviamo, assomiglia talvolta stranamente a un vortice incessante che genera una corsa sfrenata contro il tempo. Impieghi di tempi sovraccarichi, responsabilità numerose, sollecitazioni multiple: i genitori trascinano sovente i loro bambini in un ritmo indiavolato dove le pause non esistono per nulla o poco. Lo spazio della scuola non è preservato da questo stress eccessivo. Alunni troppo numerosi, bambini agitati, insegnanti affaticati: le circostanze non favoriscono sempre un insegnamento nelle migliori condizioni. D’altra parte, la separazione dei bambini dal loro ambiente quotidiano è spesso vissuta dolorosamente, come un trauma, fatto che accentua le tensioni.

La scuola dell’infanzia ha una responsabilità a questo riguardo: quella “di accompagnare le interruzioni e di organizzare le continuità”. In effetti, “il bambino, quando arriva alla scuola dell’infanzia, è stato sovente  il soggetto privilegiato delle attenzioni centrate sulla sua persona. Egli si  imbatte ora con un mondo nuovo nel quale altri bambini reclamano le stesse cure, un mondo nel quale gli adulti sono nello stesso tempo attenti alle sue attitudini o alle sue azioni e distanti di fronte alle esigenze che manifesta. Si tratta, in tutti i casi, e per tutta la durata della scuola dell’infanzia, di garantire un accompagnamento del bambino che rispecchi la sua identità, il suo ritmo, i suoi bisogni, dandogli le condizioni di una felice e riuscita frequenza scolastica”.  Il compito dunque della scuola dell’infanzia è di trovare e di suscitare dei mezzi atti a regolare le tensioni inerenti all’apprendistato della vita collettiva, favorendo nello stesso tempo lo sbocciare e l’ampliamento dell’esperienze dei bambini.

L’ambiente della scuola dell’infanzia può permettere d’apprendere il modo migliore di controllare le tensioni, il nervosismo e l’iperattività. Si constata in effetti che, a quattro anni, numerosi sono i bambini che hanno ancora bisogno di fare il riposino; ma, questo tempo di riposo, è spesso impossibile da ottenere in numerose scuole. Un certo numero di tecniche che favoriscono la distensione e il rilassamento possono tuttavia essere facilmente apprese e applicate nell’ambito delle classi.

E’ quello che noi ci proponiamo di mostrare in questo libro.

I differenti esercizi qui proposti, anche se non sostituiscono il sonno, permetteranno agli insegnanti e ai bambini d’attenuare ogni tensione nervosa e muscolare, e favoriranno un migliore rilassamento e un’attenzione più costante. Certo, il fatto di ottenere dei momenti di distensione, non cambierà nulla  al sovraccarico nervoso dei bambini nelle classi o alle condizioni materiali spesso difficili incontrate dagli insegnanti. Ma il rilassamento ha l’inestimabile merito d’evitare le tensioni e lo stress inutili e, facendo ciò, di permettere agli uni e agli altri di adattarsi alle difficoltà incontrate. Agli alunni mancanti di concentrazione come agli insegnanti mancanti di adeguate disponibilità, quest’opera offre delle soluzioni attraverso un regolare lavoro di rilassamento.

Ben di più, essa contribuisce pienamente allo sviluppo del bambino. Infatti, tra gli ambiti che i programmi ministeriali definiscono come essenziali, si trovano gli apprendimenti centrati sul fatto d’agire e di esprimersi con il proprio corpo. Al di là della distensione e del riposo, questi esercizi favoriscono anche lo sviluppo delle attività motrici, presentate come un “supporto importante alla costruzione degli apprendimenti”.

Varie e originali, le differenti sedute presentate permetteranno di insegnare ai bambini:

-  di passare da una conoscenza intuitiva ad una presa di coscienza più consapevole del loro schema corporeo;

-  di controllare i loro gesti e le loro emozioni, di fissare la loro attenzione, di concentrarsi su un’attività data;

-  d’imitare differenti elementi del loro ambiente (che si tratti per esempio di una “bambola di pezza”  o di un “abete”) e, interpretando dei ruoli differenti, a esplorare diverse maniere di muovere il loro corpo;

-  d’adattarsi a nuove situazioni, di sviluppare le loro capacità di vivere con gli altri (come rispettare le costrizioni imposte dagli altri? Come agire di concerto con gli altri?, ecc.);

-  di pronunciare delle parole su ciò che vivono, sentono e fanno; oltre l’apprendimento del vocabolario del corpo, i bambini saranno in effetti portati ad esprimersi sulle loro azioni e sensazioni.

ORGANIZZAZIONE DELLE CONSEGNE

Gli esercizi sono legati ai temi affrontati generalmente nella scuola dell’infanzia (il Natale, il Carnevale, la primavera, ecc.) e si ripartiscono tematicamente entro i differenti mesi dell’anno. La progressione è fatta allo stesso modo, mese per mese, in termini di difficoltà: le sedute richiedono così sempre più tempo, attenzione  e concentrazione; esse mirano  a prolungare   i momenti  di distensione  e  a fare  acquisire        ai bambini delle competenze via via più complesse. Se il libro segue dunque un’organizzazione tematica e sottende una progressione, questo però non è da rispettare in maniera rigida: gli esercizi possono essere fatti separatamente o gli uni in seguito agli altri. Il lettore è libero di adattare gli esercizi, di trovar loro delle varianti, d’inventarne degli altri: le possibilità sono infinite. Il solo principio da seguire è trovare le tecniche che convengano al proprio modo di vedere e di fare le cose, e che si integrino armoniosamente al proprio lavoro in classe.

Obiettivi

Finalizzati verso la  distensione e il ritorno della calma, questi esercizi di rilassamento facilitano ugualmente i differenti apprendimenti propri della scuola dell’infanzia. Se gli esercizi si indirizzano qui prioritariamente ai bambini, l’insegnante non è dimenticato: egli partecipa pienamente alle sedute e ne prova lui stesso i benefici.

Tempi

Gli esercizi sono da praticarsi in generale all’inizio del pomeriggio (giustamente in riferimento di quel tempo del riposino che le condizioni materiali sovente non consentono), ma possono anche essere realizzati in ogni momento della giornata. Una sola necessità si impone: le sedute devono essere regolari; bisogna includerle nell’orario, allo stesso titolo del grafismo, della matematica o della lingua, se si vuole che esse siano efficaci.

La durata delle sedute sarà crescente per tutto l’anno. I primi esercizi non dovranno durare più di 10 minuti. Si potrà in seguito allungare i tempi della pratica senza avere altro limite che la pazienza dei bambini. L’interesse e la concentrazione di questi ultimi decideranno i tempi delle sedute. Una seduta troppo lunga, che diventa laboriosa, rischia di produrre dei comportamenti contrari a quelli che si desidera incoraggiare. Al minimo segno di nervosismo, conviene fermare l’esercizio in corso.

Come regola generale, è auspicabile rifare l’esercizio tre volte in una medesima seduta e riprenderlo in ciascun giorno della settimana. Si penserà a dargli un nome, al fine che i bambini possano identificarlo. Sarà utile riprendere gli esercizi che, praticati precedentemente, sono sembrati proficui. Quando i bambini padroneggiano bene una tecnica di rilassamento, non bisogna esitare ad utilizzarla (al bisogno abbreviandola e semplificandola) fuori dai momenti specifici, quando i bambini si radunano, si spostano, si mettono in fila, ecc. Dire per esempio: “Si fa l’albero!”, potrà diventare un segnale: i bambini devono allora rimanere immobili,  istantaneamente interrompere il pigia-pigia e ridiventare attenti applicando, subito, la tecnica utilizzata al momento della seduta.

Spazi ed organizzazione

Gli esercizi qui proposti  sono concreti, semplici, facili da mettere in opera e non necessitano di particolare materiale. Adattati alla carenza di spazio delle scuole, essi possono  essere tutti praticati in classe e non necessitano spostamenti verso dei luoghi predisposti. Seduti su delle sedie o su dei banchi, i bambini seguono semplicemente le indicazioni dell’insegnante. Se un locale specifico è disponibile, sarà però preferibile utilizzarlo per certe sedute:  tutto quello che si riferisce al massaggio, si praticherà di preferenza su dei tappeti posati sul pavimento; tutto quello che porta i bambini a muoversi, si svolgerà piuttosto nella sala dei giochi. Tuttavia, l’obiettivo è di dimostrare che la pratica del rilassamento è possibile indipendentemente da ogni condizione materiale, e che essa è, anche con dei mezzi semplici, gratificante ed efficace.

Questi esercizi sono stati tutti sperimentati in classe in condizioni difficili: con 35 bambini, in classi senza alcun spazio per distendersi o isolarsi. Essi hanno tuttavia incontrato un successo incontestabile e sono stati proficui sotto ogni punto di vista. In capo a qualche mese, il miglioramento dei comportamenti è sensibile, e l’insegnante diviene egli stesso via via più abile. Anche se, talvolta, la pratica non sembra dare dei risultati concreti, conviene perseverare: con il tempo, i risultati sono spettacolari.